Amministrazione Trasparente

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NEWS 06/09/12: Giro di vite sui beni confiscati e sugli immobili pubblici: in vista sgomberi e recupero dei canoni

piazzaledallachiesaGiro di vite per mettere a frutto il patrimonio immobiliare dell'Ente e, soprattutto, per ripristinare la legalità. Nell'ambito delle iniziative varate per la "spending review" locale dal Commissario Straordinario, il prefetto Gabriella Tramonti, prende vigore l'azione dell'amministrazione per regolarizzare l'utilizzo di fabbricati, appartamenti e terreni di proprietà del Comune. In primis, i beni confiscati alla criminalità organizzata in base alla legge Rognoni-La Torre, gli alloggi popolari e residenziali, nonché i fabbricati costruiti abusivamente ed acquisiti a patrimonio pubblico. Dopo la prima ricognizione basata su documenti e particelle catastali, si passa ora ai sopralluoghi con l'identificazione degli illegittimi occupanti, cui seguirà la procedura di quantificazione dei canoni dovuti e la trasmissione degli atti alle forze dell'ordine per lo sgombero degli immobili. Si tratta di cifre eloquenti che testimoniano la necessità di intervento improcrastinabile. Al Comune di Marano di Napoli l'Agenzia del Demanio ha già trasferito e consegnato 23 unità immobiliari tra terreni, edifici ed appartamenti ubicati in località Fuoragnano, via Marano Quarto, San Marco, Lavinaio, Contrada Salice, Parco Annabella in via San Rocco. Sono terreni agricoli, box, autorimesse, fabbricati e locali generici sequestrati agli inizi del decennio (a Carlo Simeoli, Angelo Simeoli e Francesco Carandente) e definitivamente confiscati tra il 2005 e il 2008. In base all'iter che ne assegnava la nuova proprietà al Comune, avrebbero dovuto ospitare centri per attività sociali, scuole, associazioni onlus, parcheggi e depositi, tutte attività con finalità di carattere sociale, così come previsto dalla normativa in materia.

Al termine della prima fase della ricognizione, invece, si sono riscontrate vistose anomalie: se in alcune aree si è in perfetta sintonia con le previsioni (come ad esempio il piazzale Dalla Chiesa, già realizzato, o le aree destinate ad opere del PIU Europa ed a scuole con finanziamenti regionali), in altri casi si è registrata ancora l'occupazione di appartamenti da parte dei congiunti dei vecchi proprietari, in altri insistono attività commerciali od agricole ed in altre ancora saranno necessari ulteriori accertamenti per addivenire al reale stato delle cose. In ogni caso, la procedura messa in piedi dalla Commissione voluta dal prefetto Tramonti (presieduta dal segretario generale Aldo Ferrara e di cui fanno parte anche gli altri dirigenti Luigi De Biase e Claudia Gargiulo, nonché i referenti di Polizia Municipale, Ufficio Legale e Ufficio Tecnico), prevede che dovrà essere quantificato l'ammontare degli importi dovuti al Comune per l'illecita occupazione o utilizzo dei beni e, al tempo stesso, la trasmissione degli atti alla locale Tenenza dei Carabinieri per provvedere allo sgombero o evacuazione degli immobili occupati.

Una procedura che dovrà necessariamente trovare riscontro in tempi rapidi, sia per ripristinare la legalità che per mettere a frutto il patrimonio pubblico e contenere la spesa per fitti passivi dell'Ente. Oltretutto, l'Agenzia del Demanio si accinge a trasferire al Comune di Marano di Napoli in tempi ristretti almeno altre 10 unità immobiliari tra via Pendine, la Cesina, via Marano Quarto e via Marano Pianura. E quindi l'esito dell'intera operazione è costantemente monitorato anche dagli enti sovraordinati, Prefettura in testa.

viapiaveDifferente percorso amministrativo, ma analoga finalità, quella che punta al ripristino della legalità ed alle verifiche tra gli occupanti degli alloggi popolari, in primis per gli appartamenti di via Piave e del Poggio Vallesana. Si tratta di circa 145 alloggi ai quali vanno aggiunti altri 5 appartamenti che erano proprietà dell'ex Ipab: l'Ufficio Patrimonio del Comune ha già trasmesso agli interessati una lettera-invito con la quale si evidenzia la necessità degli occupanti di produrre una serie di documentazioni onde evitare conseguenze giudiziarie. In particolare, le famiglie che occupano le abitazioni dovranno presentare il titolo con il quale dimostrino di aver diritto all'assegnazione dell'alloggio pubblico, nonché le attestazioni delle ricevute di pagamento dei canoni.

Stessa sorte, infine, seguiranno anche gli occupanti dei fabbricati costruiti abusivamente ed acquisiti a patrimonio pubblico: anche in questo caso si dovranno sanare le situazioni con il pagamento dei canoni di locazione e, dove necessario, l'allontanamento degli occupanti. Allo stato, vi sono circa 20 appartamenti tra via San Rocco e Marano Pianura, nonché altre 5 unità immobiliari in via Recca.